Da una parte luoghi di cura, d’intervento e di urgenza, e dall’altra luoghi di lavoro al servizio di professionalità con esigenze specifiche, gli ospedali necessitano di un’illuminazione capace di soddisfare le necessità dei pazienti e dello staff, senza tralasciare l’efficienza.

Per regolamentare un contesto così complesso, la normativa è intervenuta fornendo requisiti precisi, che le innovazioni tecnologiche riescono a combinare con l’imperativo di riduzione dei consumi energetici.

Che caratteristiche deve avere l'illuminazione ospedaliera?

Come accennato poco sopra, l’illuminazione degli ospedali deve venire incontro alle esigenze di tre tipologie di utenti:

  • il personale ospedaliero, composto da medici, infermieri, operatori sanitari, impiegati amministrativi, figure manageriali, e altri;
  • i pazienti in cura;
  • i visitatori dei pazienti stessi.

Così come è composita la platea di persone che frequentano un ospedale, allo stesso modo sono variegate le loro esigenze in fatto di illuminazione. Ecco perché l’elenco delle caratteristiche che l’illuminazione ospedaliera deve possedere è ampio:

  • deve prevenire l’affaticamento oculare e promuovere la concentrazione;
  • deve consentire una buona velocità di lettura;
  • deve consentire a tutti gli utenti – personale, pazienti e visitatori – di muoversi in sicurezza all’interno della struttura;
  • deve ridurre il disorientamento e i deliri dei pazienti in cura;
  • in alcuni ambienti, il design dei dispositivi deve garantire l’igiene, la lavabilità e la resistenza a detergenti e disinfettanti;
  • deve prevenire l’abbagliamento;
  • deve garantire una corretta resa del colore, indispensabile soprattutto in quegli ambienti, come la sala operatoria o gli ambienti diagnostici, in cui una corretta individuazione dei tessuti è di importanza cruciale;
  • deve assicurare un impiego il più possibile ottimale e sostenibile dell’energia, in un’ottica di riduzione dei consumi.

Non più semplici luoghi in cui si affrontano le patologie dei pazienti, gli ospedali sono sempre di più strutture in cui si offre al paziente qualcosa che va oltre la risoluzione della malattia, ovvero il benessere. E un’illuminazione di qualità è uno degli elementi che contribuiscono a crearlo.

Come affermato in un prezioso studio sul benessere luminoso in ospedale, le ricerche ormai hanno dimostrato che “la luce influenza  non solo il sistema visivo, ma l’intero stato di salute inteso come completo stato di benessere fisico, mentale e sociale”. Ed è quindi con questo obiettivo che la luce ospedaliera deve essere progettata, in un’ottica olistica che mette al centro le esigenze di tutti coloro che frequentano le strutture di cura.

La normativa di riferimento per l'illuminazione degli ospedali

La normativa di riferimento per l’illuminazione ospedaliera è la UNI EN 12464-1:2021: già citata nel nostro articolo sull’illuminazione scolastica e sull’illuminazione per uffici, regolamenta il tema dell’illuminazione nei luoghi di lavoro indoor, stabilendo le norme illuminotecniche per ogni singolo ambiente all’interno degli edifici di cura, dai corridoi alle sale operatorie.

La norma UNI EN 12464-1:2021 determina, per ogni area, dei valori specifici di:

  • illuminamento medio (Em), espresso in lux (lx);
  • abbagliamento molesto, valutato in base al metodo CIE dell’indice unificato di abbagliamento UGR;
  • resa del colore (Ra), ovvero l’indice che stabilisce quanto un apparecchio di illuminazione è in grado di restituire fedelmente i colori nell’ambiente. 

In alcuni casi, la norma stabilisce anche delle regole per quanto riguarda l’apparenza del colore, vale a dire il colore apparente della luce emessa. Misurata in kelvin (K), indica se una luce ha una tonalità più calda (con valori inferiori a 3000 K), neutra (da 3300 a 5300 K) o fredda (oltre 5300 K).

Ad esempio, nei locali in cui si svolgono attività che prevedono una valutazione dei colori a fini diagnostici o di analisi (come i locali dove si esamina il colore dei denti dei pazienti nei reparti odontoiatrici, o le sale dove si svolgono autopsie), il valore deve essere superiore a 6000 K e la luce deve quindi essere bianchissima.

La tecnologia al servizio dell'illuminazione ospedaliera

Con nuove soluzioni per l’illuminazione sempre più efficienti, versatili e connesse, il mercato offre oggi tecnologie in grado di soddisfare al meglio i requisiti di legge per l’illuminazione ospedaliera, così come le esigenze di pazienti, personale e visitatori. 

L’illuminazione delle strutture di ambito healthcare incarna oggi un approccio human-centric che dà priorità al benessere delle persone e sostiene le performance dello staff medico, con proposte su misura che partono da una consulenza illuminotecnica capace di determinare le migliori soluzioni per ogni ambiente.

Con il supporto della tecnologia, è possibile progettare un’illuminazione ospedaliera che sappia essere allo stesso tempo sostenibile, efficiente e in grado di accompagnare il lavoro, il riposo e la guarigione delle persone all’interno delle strutture di cura.