Nel mondo dell’illuminazione, la luce è spesso percepita come un elemento dato per acquisito. È qualcosa che semplicemente “c’è”. In realtà, dietro a ciò che ci permette di vedere ogni giorno si nasconde un sistema complesso, che incide non solo sulla visione ma anche sul comfort, sulla percezione degli spazi e sulla qualità dell’esperienza.

Questo è ancora più evidente quando si parla di illuminazione negli impianti sportivi, dove la luce non è solo una questione tecnica, ma un fattore determinante per la prestazione, la sicurezza e la fruizione degli ambienti.

Ne abbiamo parlato con Antonio Zanetti, professionista con oltre 40 anni di esperienza nel settore dell’illuminazione – Specification Manager e Brand Ambassador di GDS Lighting – per approfondire come la tecnologia LED abbia trasformato l’illuminazione degli ambienti sportivi e quali siano le sfide attuali, soprattutto nei piccoli e medi impianti sportivi.

Qual è il ruolo dell’illuminazione negli impianti sportivi?

La luce è considerata un po’ come l’aria o il calore: ci accorgiamo della sua importanza solo quando manca o quando non funziona come dovrebbe. In realtà è uno degli elementi fondamentali per la vita e, nel nostro contesto, per attivare uno dei sensi più importanti: la vista.

Quando parliamo di illuminazione degli impianti sportivi, però, non si tratta solo di “vedere”. La luce incide anche sulle prestazioni e sul comfort. È possibile avere un’illuminazione tecnicamente corretta, ma percepita come sgradevole o affaticante. Questo significa che la luce agisce sia sulla dimensione funzionale della visione, sia su quella emotiva.

Per questo motivo non può essere considerata un elemento banale: ha un impatto diretto sulla qualità dell’esperienza, sia per chi pratica sport sia per chi lo osserva.

In che modo l’introduzione del LED ha cambiato la progettazione dell’illuminazione sportiva?

L’introduzione del LED ha segnato un vero spartiacque. La differenza principale sta nella possibilità di governare la luce in modo molto più preciso.

Il LED è una sorgente estremamente compatta, quasi puntiforme, e questo consente di progettare ottiche molto più efficaci. Se in passato le soluzioni disponibili erano limitate, oggi è possibile lavorare con un numero molto più ampio di ottiche, progettate per applicazioni specifiche, e quindi indirizzare la luce esattamente dove serve.

A questo si aggiunge un significativo miglioramento dell’efficienza energetica: rispetto alle tecnologie precedenti, che si attestavano intorno ai 100–120 lumen/W, oggi il LED raggiunge valori ben più elevati.

Un altro aspetto fondamentale è l’introduzione dell’elettronica. Il LED consente di regolare il flusso luminoso, modificare la temperatura colore, gestire accensioni e spegnimenti selettivi, fino ad arrivare al controllo da remoto e alla creazione di scenari. Tutte funzionalità che hanno cambiato profondamente il modo di progettare e utilizzare l’illuminazione.

Quali sono le principali differenze tra l’illuminazione dei grandi impianti sportivi e quella dei piccoli e medi impianti?

Nei grandi impianti sportivi esiste una maggiore disponibilità di risorse, che permette di lavorare con livelli di progettazione e controllo molto avanzati. Inoltre, le condizioni strutturali sono spesso ottimizzate: altezze, posizionamenti e configurazioni sono pensati fin dall’inizio per garantire prestazioni elevate.

Nei piccoli e medi impianti, invece, il contesto è molto diverso. Spesso si tratta di strutture esistenti, con vincoli importanti — come altezze ridotte dei pali o posizionamenti non ideali — e con budget più limitati.

Questo non significa che le esigenze siano inferiori, ma che devono essere affrontate in modo diverso. È necessario progettare soluzioni più semplici, ma comunque prestazionali, sfruttando le caratteristiche del LED, ad esempio attraverso ottiche asimmetriche che permettono di indirizzare la luce evitando dispersioni verso l’alto.

La vera sfida è quindi adattare la tecnologia al contesto, senza trasferire semplicemente soluzioni pensate per impianti di grandi dimensioni.

Qual è l’approccio più efficace per progettare o riqualificare impianti sportivi, in particolare quelli esistenti o di dimensioni ridotte?

Il punto di partenza è sempre comprendere le reali esigenze del cliente, che spesso non sono completamente definite. Il nostro ruolo è affiancarlo in questo processo, aiutandolo a chiarire di cosa ha davvero bisogno.

Solo a partire da questa analisi è possibile costruire una proposta che sia realmente efficace, evitando soluzioni sovradimensionate o non coerenti con l’utilizzo dell’impianto.

In questo modo è possibile sviluppare un’offerta tecnologica mirata, con il miglior equilibrio tra prestazioni e costo, utilizzando soluzioni progettate specificamente per quel tipo di applicazione.

Questo approccio permette di ottenere impianti semplici da gestire, ma allo stesso tempo adeguati dal punto di vista illuminotecnico.

Quali sono i principali vantaggi di un intervento di riqualificazione dell’illuminazione in un impianto sportivo?

I principali vantaggi riguardano innanzitutto la qualità complessiva dell’illuminazione.

Una riqualificazione consente di ottenere una visione più efficace, migliorare il comfort visivo e intervenire su aspetti come la temperatura colore, contribuendo a creare un’atmosfera più adatta al contesto sportivo.

Accanto a questo, il risparmio energetico rappresenta un elemento rilevante, anche grazie alla possibilità di regolare e gestire l’impianto in modo più efficiente. Soprattutto per i piccoli e medi impianti va però considerato che il ritorno dell’investimento non è sempre immediato, come in altri ambiti applicativi, in quanto le ore di utilizzo in alcuni casi sono limitate rispetto ad altre applicazioni (tipo stradale).

Utilizzare l’energia quanto e quando serve è la prima prerogativa del risparmio energetico e la tecnologia LED associata a dispositivi di regolazione permette in modo semplice e efficace la parzializzazione dell’impianto di illuminazione secondo scenari predefiniti.

Un ulteriore beneficio della riqualificazione riguarda la riduzione della manutenzione. Le soluzioni LED garantiscono una maggiore durata nel tempo, mentre le tecnologie tradizionali risultano sempre più complesse e costose da gestire, anche per la crescente difficoltà nel reperire le lampade.

Nel complesso, la riqualificazione permette di ottenere impianti più performanti, efficienti e gestibili in modo più razionale.

Negli ultimi anni è cambiato profondamente il modo di utilizzare la tecnologia nell’illuminazione.
Nel caso degli impianti sportivi, però, la differenza non sta solo nell’evoluzione degli strumenti, ma nella capacità di applicarli in modo corretto, in funzione delle reali esigenze dell’impianto.

È su questo principio che si basa l’approccio di GDS Lighting, che affianca il cliente nella definizione delle soluzioni più adatte, con l’obiettivo di coniugare prestazioni, semplicità e sostenibilità dell’intervento. Il risultato sono impianti semplici, ma adeguati dal punto di vista illuminotecnico, in cui la tecnologia è utilizzata in modo mirato e consapevole.

Antonio Zanetti, Specification Manager e Brand Ambassador di GDS Lighting.