Che il modello smart city offra dei benefici in termini di qualità di vita nelle città è ben noto, ma quali sono i vantaggi economici che porta con sé?

Per parlare in dettaglio dell’economia delle smart city abbiamo intervistato Alessandro Targetti, Head of Business Development di GDS Lighting.

 

Quali sono i principali benefici economici che una città può ottenere implementando soluzioni smart, in particolare nel settore dell’illuminazione urbana?

I benefici economici sono prevalentemente di tre tipi: il risparmio energetico, il risparmio nella manutenzione degli impianti, il risparmio nella gestione di malfunzionamenti e guasti.

 

Parliamo di illuminazione adattiva: può spiegarci concretamente quali vantaggi economici offre questo tipo di illuminazione rispetto a sistemi tradizionali?

L’illuminazione adattiva per sua natura si adatta alle specifiche e attuali esigenze dei cittadini, in quanto i livelli di luce si alzano e abbassano reagendo di fatto alle situazioni contingenti. Questo significa che può contribuire a illuminare meglio zone soggette a rischi di sicurezza in orari critici, e al contempo ridurre i consumi in zone non frequentate quando i rischi sono assenti.

 

Può fornirci alcuni dati o esempi concreti di città che, adottando l’illuminazione adattiva, hanno già riscontrato significativi risparmi?

La città di Massa, in Toscana, ad esempio, grazie all’adozione di sistemi di gestione adattiva della luce, forniti da GDS Lighting, ha ottenuto risparmi di oltre il 20% rispetto ad un impianto tradizionale. Per impianto tradizionale intendo un impianto dove già è contemplata una riduzione programmata dei livelli di illuminamento, ma in maniera asettica e non reattiva, e dunque non “adattiva”.

 

In termini di manutenzione, gestione e vita utile dei prodotti, quanto incide nell’economia di una smart city un sistema di illuminazione con controllo remoto rispetto a quello tradizionale?

Incide notevolmente, in quanto grazie al monitoraggio da remoto dei punti luce è possibile individuare guasti già verificati e potenziali in modo immediato o addirittura preventivo. Mantenendo sotto controllo continuo alcuni parametri, non appena questi scendono sotto soglia, fanno scattare specifici allarmi. Si stima che, grazie alla pianificazione e alla riduzione degli interventi “urgenti”, i costi di manutenzione possano essere ridotti in media fino al 30%.

 

Dal punto di vista della sostenibilità, in che modo una smart city contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dei consumi energetici e di contenimento dei costi operativi?

Essenzialmente grazie al risparmio dei consumi energetici, al minor impiego di mezzi pesanti necessari per sopralluoghi e interventi sporadici, e alla riduzione del calore emesso in atmosfera, conseguenza delle minori potenze impiegate nei punti luce.

Spesso si parla della smart city come di un investimento a lungo termine: in quanto tempo una città può realisticamente attendersi un ritorno economico tangibile investendo in tecnologie smart?

Questo dipende dalle tecnologie utilizzate. Oggi il mercato offre sistemi semplici, come ad esempio il TAI (Trafic Adaptive Installation) che si focalizza solo sul traffico veicolare, che consentono di raggiungere gli obiettivi con investimenti che possono arrivare fino al 20% circa dei costi dei punti luce. I rientri dell’investimento avvengono nell’arco dei 3-4 anni, quindi assolutamente sostenibili e sensati. 

Poi ci sono anche sistemi e tecnologie molto più complessi, che magari offrono funzionalità scalabili ma hanno per contro costi elevati, e dunque rischiano di diluire l’investimento senza ritorno tangibile. GDS Lighting ad esempio offre una tecnologia brevettata, Sentronic Connect, totalmente integrata negli apparecchi di illuminazione, che non richiede accessori esterni e che ha raggiunto livelli di costo del tutto sostenibili rispetto ai vantaggi economici generati.

 

I vantaggi dell’economia delle smart city sono prerogativa esclusiva delle grandi metropoli, o anche le città più piccole possono beneficiarne, in particolare per quanto riguarda i sistemi di illuminazione intelligenti? 

I vantaggi sono assolutamente alla portata di tutte le città, sia grandi che piccole, perché i sistemi sono semplicissimi da un punto di vista di gestione. Va tenuto presente che la scelta progettuale è fondamentale nell’uso delle tecnologie adattive, e un progetto ben strutturato, orientato all’efficienza e costruito sui reali bisogni della comunità, consentirà anche a un piccolo Comune di ottenere vantaggi molto importanti con investimenti minimi e del tutto sostenibili.

Occorre considerare che oggi gli impianti di pubblica illuminazione sono in gran parte ridondanti, perché si basano su mappature realizzate in base agli orari di punta del traffico. Al contrario, lavorando sui valori medi del traffico (anziché sui picchi), le opportunità di risparmio sono enormi.

 

In conclusione, quali consigli darebbe agli amministratori pubblici che sono ancora indecisi sugli investimenti in tecnologie smart, per aiutarli a comprendere che si tratta di una scelta strategica e di un’opportunità economica concreta, e non di una semplice tendenza?

Il consiglio è di affidarsi a progettisti esperti e in grado di interpretare al meglio le tecnologie disponibili, di non esasperare gli impianti con sistemi troppo sofisticati che alla fine risultano inefficienti a causa delle complessità di funzionamento. 

Meglio, invece, puntare a soluzioni semplici con obiettivi chiari e pragmatici, che offriranno risultati tangibili, immediati ed economicamente sostenibili. 

Le tecnologie di smart city devono rappresentare un investimento a ritorno con profitti tangibili e misurabili, e non un costo.

 

Alessandro Targetti, Head of Business Development di GDS Lighting.